La relazione con un narcisista

Roma 18 febbraio 2014

A cura del Dott. Marco Salerno, psicologo psicoterapeuta a Roma

Prima di relazionarci ad un narcisista dovremmo sapere alcune cose che probabilmente dopo una analisi più approfondita ci faranno desistere dall’impresa. Il narcisista si caratterizza per la presenza di un io ipertrofico che si è formato a causa di un arresto dello sviluppo psicologico durante l’infanzia. Questo ha determinato la chiusura in sé e la creazione di fantasie di grandiosità che lo hanno portato a considerarsi superiore, speciale, amabile e più importante rispetto alle altre persone. Lo sviluppo di una percezione distorta e amplificata di sé ha lo scopo di nascondere la vulnerabilità e la sensazione di impotenza avvertita quando si confronta con l’ambiente esterno. Per mantenere  il proprio sé grandioso sempre vivo e per nascondere le proprie paure, il narcisista è alla ricerca costante di attenzione e adulazione, quando questo non è possibile insorgono in lui significativi segni di rabbia e insofferenza. Non tutti i narcisisti sono uguali, quelli che hanno sviluppato una maggiore autopercezione di impotenza e di fragilità sono alla continua ricerca di una conferma dall’esterno del loro valore per mitigare il dolore emotivo che li accompagna.

 

Il narcisista manipola costantemente le persone con cui si relaziona e mostra un atteggiamento arrogante e sicuro che cela una bassa stima di sé. Per mantenere sempre vivo e grandioso il proprio io ricorrere ai seguenti meccanismi di difesa:

1) scissione: non riesce a valutare una persona in modo unitario e globale, composta sia da parti buone e cattive. Per il narcisista o è completamente buona o completamente cattiva. Ogni persona con cui si relaziona è considerata buona solo quando supporta la sua percezione di grandiosità e lo aiuta a sentirsi desiderato e unico, quando questo non avviene più, chi gli è vicino diventa cattivo

2) dissociazione: i narcisisti spesso ricordano gli eventi in modo distorto o li dimenticano quando questi non si allineano alla loro percezione di superiorità

3) razionalizzazione: negano sempre l’esistenza di problemi o difetti che li riguardano analizzando gli eventi in modo apparentemente logico ma distorcendo effettivamente la realtà

4) proiezione: il narcisista  tende a far sentire in colpa e ad accusare le persone vicine per comportamenti che è lui a mettere in atto ma di cui non si assume la responsabilità

5) negazione: nega l’evidenza dei fatti quando questi mettono in discussione la sua grandiosità

6) spostamento: afferma che non vi è nulla di sbagliato in lui e nei suoi comportamenti, attribuendo la casua del suo malessere sempre all’esterno.

Ma cosa ci spinge a relazionarci ancora con un narcisista dopo aver letto tutto ciò? Di solito chi intreccia una relazione con un narcisista viene definita una persona con un “sé votato al sacrificio”, tende a compiacere l’altro e presenta visibili tracce di codipendenza. Ha una scarsa consapevolezza di sé e immagina che il partner narcisista sia  la persona migliore che abbia potuto incontrare, dotato di quelle caratteristiche grazie a cui vivrà una vita appagante che da sola non è in grado di garantirsi. Prova un senso di vuoto quando non sta in una relazione e quando la vive tende a minimizzare i suoi sentimenti e bisogni, dando esclusivamente spazio a quelli del partner. E’ una persona poco assertiva e crede che quello che dice il suo partner narcisista sia la verità assoluta, arrivando a mettere in dubbio le proprie idee. Spesso lo giustifica, credendo nella sua “buona fede”, considera l’attività manipolatoria come interesse autentico nei suoi confronti anche se questa la porta a mettere in discussione le sue sensazioni. Chi ha una relazione con un narcisista sperimenta una profonda difficoltà nel vivere l’intimità di coppia, poiché oscilla tra momenti di forte idealizzazione ed altri in cui viene svalutato, non arrivando mai ad una condizione di equilibrio e di scambio reciproco.

Quello che c’è da sapere sul NP

Il Mito. Narciso era un giovane bellissimo che destava l’ammirazione e l’interesse di tutti coloro che incontrava, sia uomini che donne. Tra gli innamorati di Narciso ci fù la Ninfa Eco che per una maledizione, era stata privata della parola dalla dea Era, e poteva soltanto ripetere le parole degli altri. Eco era quindi incapace di esprimere il proprio amore a Narciso, il quale la respinse.

La ninfa morì di crepacuore. Gli dei adirati allora, decisero di punire Narciso per la durezza con cui aveva trattato la Ninfa facendolo innamorare della sua immagine. Fu così che un giorno Narciso passeggiando presso Danacone, si avvicinò a una fonte chiara e limpida e non appena sedette sulla sponda di quella fontana s’innamorò all’istante del proprio riflesso. Dapprima tentò di abbracciare e baciare il bel fanciullo che gli stava davanti, poi quell’amore che gli veniva al tempo stesso concesso e negato, cominciò a struggerlo di dolore e insieme a farlo godere del suo tormento, fino a quando non morì di languore trasformandosi in un narciso, il fiore che cresce ai bordi delle fonti.

Il Narcisismo. Dal mito di narciso si genera il concetto di narcisista a definire tutte quelle persone in un certo senso innamorate di sé stesse, e poco attente agli altri. È vero che i narcisisti sembrano avere una scarsa considerazione nei confronti di altre persone, ma è anche vero che, paradossalmente, queste persone sono completamente incapaci di provare amore per sé e, di conseguenza, per chiunque. Nella quarta edizione del DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), il narcisismo è collocato tra i disturbi di personalità del gruppo B, e può avere livelli di gravità diversi.
Secondo il DSM IV i criteri diagnostici del narcisismo sono i seguenti:
Un quadro pervasivo di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), necessità di ammirazione e mancanza di empatia, che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato nelle seguenti caratteristiche
Grandiosità
Il narcisista si sente estremamente importante, più di qualsiasi persona, compreso il proprio partner o gli amici.
Bisogno di approvazione
Ha un grande bisogno di essere approvato e ammirato dagli altri, è convinto di esercitare una grande ammirazione e rispetto sugli altri, pretende un trattamento speciale ed inoltre ama essere al centro dell’attenzione nelle conversazioni
Mancanza di empatia
Non è in grado condividere i propri sentimenti o di capire quelli degli altri. Si offende facilmente in modo ingiustificato ad esempio non accetta un rifiuto nemmeno se esiste una forza maggiore. E’ insensibile alle motivazioni altrui. In genere mostra disprezzo per il proprio partner. Non ricambia l’amore che gli viene offerto anzi chi sta al suo fianco deve essere disposto a soddisfare le sue esigenze.
Negazione
Nega di non essere razionale e di sopravalutarsi. Nega di essere depresso o di essere vittima di qualche trauma. Se accetta la psicoterapia nega di avere qualche problema.
Invidia
ha un atteggiamento di invidia verso gli altri ma al contempo si lamenta di essere troppo invidiato.
L’arroganza e l’intolleranza alle critiche
Il narcisista si offende facilmente, reagisce con rabbia quando subisce critiche, non conta l’opinione degli altri ed è vangelo solo il suo pensiero.
Manipolazione
Poiché si crede una persona eccezionale, non esita a manipolare e trattare come oggetti le persone che gli stanno intorno per raggiungere i prppri obiettivi.
Saccenza
Oltre al proprio superiore o ai propri insegnamti manifesta una immagine di grande fiducia in se stesso da convincersi che nessuno è migliore di lui. Tende ad ottenere grandi risultati nel proprio lavoro, anche se a volte il suo narcisismo diventa invalidante in quanto pensa di sapere gia tutto, è alla continua ricerca di trionfi.
Interpretazione distorta dei risultati e il richiamo selettivo
ostenta i propri successi e si attribuisce maggiori competenze rispetto ad altri, mentre i fallimenti li attribuisce a circostanze esterne.
Statisticamente questi soggetti riscontrano depressione, mania, anoressia nervosa e abuso di cocaina.
Potrebbe Interessarti: Come migliorare l’autostima

Il dottor Bruce Stevens, nel suo articolo “idra a nove teste”, propone una classificazione della personalità narcisistica in nove diversi tipi. Tra di essi include la personalità dipendente, che di solito è considerato separatamente. Tuttavia, tutti i tipi hanno lo stesso problema di fondo: la disperata ricerca della fonte dell’amore per se stessi in ogni contesto
1.L’insaziabile
sente un grande bisogno di essere amato e comunque non è mai soddisfatto. Ha paura di essere abbandonato o rifiutato. ostenta esageratamente amore agli altri al fine di ottenere approvazione e affetto soffocando il proprio partner.
2.L’amante speciale
Ritiene di amare in modo “unico, speciale, meraviglioso e perfetto. Idealizza l’amore ed il proprio partner, che non vede come realmente è. È molto vulnerabile nelle relazioni ma pretende un partner perfetto.
3.Il potente
Ama il potere. È arrogante, disprezza i suoi subalterni. Tutto ciò che conta è la tua carriera e il successo. Il suo partner è di solito una persona attraente, che considera come un trofeo.
4.Il “corpo”
E ‘un tipo molto comune di narcisismo oggi. Il suo aspetto fisico ha notevole importanza e l’autostima è legata a quella immagine. È ossessionato nel l’ avere il corpo perfetto. Tende a negare i propri problemi e a concentrarsi sul proprio fisico, come se il fatto di raggiungere la perfezione fisica sia la risoluzione di tutti i mali
5.Il furioso
Ha frequenti esplosioni di rabbia a causa della sua ipersensibilità a qualsiasi offesa reale o immaginaria. Tende a vedere cattive intenzioni nelle azioni diegli altri. La rabbia diventa una copertura per mascherare la tristezza, vergogna o disperazione. Ha una grossa incapacità a controllare le emozioni intense di rabbia.
6.Il truffatore
E’ una persona adorabile ma con scopi esclusivamente egoistici. Intende utilizzare e sfruttare gli altri con quel fascino personale. Si compiace nell’essere infedele e di frodare. La sua autostima aumenta quando ciò gli riesce. Non ha nessun tipo di etica morale.
7.La fantasia (dissociazione o realtà parallela)
Il suo mondo interiore è ricco ed è pieno di fantasie di bellezza, ammirazione, amore, successo e mondi meravigliosi, considerando la realtà un concetto fastidioso da cui scappare. Questo atteggiamento li porta ad una maggiore solitudine
8.Il martire
La sua identità si basa sul vittimismo o sul fatto di essere sopravvissuto a qualcosa di terribile. Si concentra su se stesso per lamentarsi costantemente. All’interno di questo dolore si sente grande, “nessuno soffre come me”, “ho dovuto sopportare cose terribili“. Tende ad ostentare il dolore che a volte arriva a dargli una matrice religiosa
9.Il salvatore
“Solo io posso aiutarvi”, “solo io posso migliorare la tua vita”. In apparenza sembra un soggetto altruista ma in fondo chiede sempre qualcosa in cambio. Questo atteggiamento è comune in alcuni leader religiosi delle sette.

Secondo lo psicoanalista Alexander Lowen (le sue teorie sono molto note in Italia vedi “la bioenergetica” nel descrivere la personalità narcisistica distingue cinque turbe narcisistiche in ordine crescente di gravità:
– Carattere Fallico-narcisistico
– Carattere narcisistico
– Personalità borderline
– Personalità psicopatica
– Personalità paranoide.
Infatti il disturbo di personalità narcisistico (NPD) è spesso diagnosticato con altri disturbi della personalità come l’istrionico, borderline, disturbi di personalità paranoide, e antisociale; (la cosiddettà “comorbilità”), disturbi dell’umore o disturbi alimentari.

Storia del Narcisismo
Noi tutti possediamo sano narcisismo, che è adattativo, flessibile, realistico, e aiuta il nostro funzionamento psichico. Freud dice che questo è uno stato originale dell’individuo da cui si sviluppa il concetto amore-libido.
Nel 1914 infatti pubblica uno saggio sul narcisismo intitolato “Introduzione al narcisismo”, dove amplia il significato del termine introducendo i concetti di narcisismo primario e di narcisismo secondario o protratto.
Nei primi mesi di vita, il bambino sperimenta un narcisismo primario , dal momento che tutte le sue energie sono destinate a soddisfare le proprie esigenze. Il bambino non è in grado di riconoscere il mondo esterno.
La fase successiva è il narcisismo secondario: il bambino riconosce oggetti e avverte che essi possono provocare piacere o dolore.

Potrebbe Interessarti: Disturbi della Personalità, come riconoscerli

Nel 1898 Havelock Ellis, un inglese sessuologo, ha usato il termine “narciso-like” in riferimento alla masturbazione eccessiva, per cui la persona diventa oggetto sessuale su se stesso
Lo psicoanalista austriaco Otto Friedmann Kernberg, definisce il disturbo narcisistico come un sottotipo di personalità borderline. Classifica l’aggressività narcisistica come una manifestazione di invidia cronica.
Lo psicoanalista Lacan tratta il narcisismo nel 1932 dove evidenzia una correlazione tra aggressività e narcisismo. infatti spiega come l’immagine di se’ da un’altra immagine (lo stadio dello specchio) produce non solo una sensazione di perfezione, ma anche alienazione sulla parte esterna del corpo causando certa aggressività e configurando tratti paranoici.

L’insorgenza del narcisismo patologico si sviluppa nella prima e seconda infanzia o anche nell’adolescenza. E’ comunemente attribuito ad abusi e traumi infantili inflitti dai genitori,da figure di autorità, o addirittura da pari. Tuttavia ci sono indicazioni che questo disturbo possa avere una matrice ereditaria.

ll modello interno del narcisista si costruisce fondamentalmente intorno alla figura genitoriale che si rifiuta o è insensibile alle richieste di conforto in età infantile. Il genitore non è in grado di fornire empatia ma accudisce il bambino solo nei bisogni pratici. Questo bambino interiorizza il disagio del genitore di fronte all’intimità e al contatto emotivo e percepisce la distanza come l’unica modalità che sente efficace per relazionarsi all’altro. Il desiderio di ammirazione tipico nel bambino, nasce dalla necessità di essere riconosciuto come un “unico e separato dagli altri”, per farlo sentire importante e quindi per costruire una identità e una autostima che non dipendono dall’approvazione degli altri ‘ ma che nasce dentro di sé.

Frustrazione e rabbia
Quando questo bisogno di riconoscimento è contrastato, il bambino non si sente speciale, pertanto sviluppa una bassa autostima. Le reazioni a questa situazione possono essere diverse. Si può portare a una personalità dipendente, focalizzata sulla soddisfazione delle esigenze degli altri per ottenere la loro approvazione, o può portare ad una personalità narcisistica, che gonfia il proprio ego per compensare la propria mancanza di autostima e di sicurezza. infatti il narcisista cerca l’approvazione e l’ammirazione che non ha mai avuto sovracompensando con la costruzione di un meraviglioso e perfetto se stesso che tutti dovrebbero adorare.

Nelle dinamiche è da sottolineare l’invidia preedipica, cioè una specifica forma di rabbia e di risentimento contro un oggetto di cui si ha bisogno ma che viene vissuto come frustrante o rifiutante. La cosa desiderata diventa così anche forma di sofferenza. Per reagire a questa sofferenza si sviluppa un desiderio cosciente o inconscio di distruggere, di sciupare e di prendersi con la forza ciò che viene rifiutato. La tragedia sta nel fatto che l’appropriarsi in modo rabbioso e avido di ciò che viene negato non porta alla soddisfazione, perchè l’odio per ciò che si desidera sciupa ciò che viene incorporato, e il soggetto finisce sempre per sentirsi vuoto e frustrato.
La terapia del disturbo narcisistico è molto difficile, anche per la loro totale inconsapevolezza del disturbo e dell’effetto che esso provoca negli altri. In genere arrivano ad una terapia soltanto perché si sentono depressi, ma le tradizionali terapie antidepressive non hanno efficacia.

Può Interessarti: I dieci comandamenti per una coppia felice

Altro aspetto da considerare è il trauma da narcisismo ed è la sintomatologia di chi ha conosciuto un soggetto narcisista . Va detto che quando si viene abbandonati si può subire un TRAUMA ABBANDONICO di maggiore o minore intensità, che è già di per sé assai doloroso e sconvolgente, ma se a questo si aggiunge il TdN, TRAUMA DA NARCISISMO, la situazione diventa ancora più grave, in quanto il partner narcisista, oltre ad abbandonare, mira a distruggere, umiliare, ferire, offendere il partner che viene abbandonato. Quest’ultimo, cioè la vittima del narcisista, può sviluppare una vera e propria sindrome traumatica specifica, che negli Stati Uniti è stata già evidenziata da qualche anno, ma che in Italia non è ancora chiara. In pratica si pensa soltanto ad un trauma abbandonico e non si riesce a capire a diagnosticare che è qualcosa di assai peggiore, un TdN, appunto. La sindrome da TdN si caratterizza con un persistente stato d’angoscia e il pensiero ossessivo del fantasma del partner narcisista, del quale non si riesce a compredere la crudeltà. Ciò si accompagna con attacchi di panico, depressione, ansia, difficoltà a dormire, difficoltà ad alzarsi la mattina, sociofobia (paura degli altri), disturbi dell’alimentazione, comportamenti compulsivi (come guidare pericolosamente, o drogarsi o fare abuso di farmaci), pensieri suicidari, difficoltà a stare da solo ma anche a stare in compagnia, disturbi della sfera s*ssuale, deterioramento delle relazioni familiari e delle amicizie (in quanto molti non capiscono e credono si tratti di una semplice storia d’amore finita, per la quale non si dovrebbe soffrire più di tanto), difficoltà nella vita lavorativa e nella capacità di concentrarsi, paura di luoghi e oggetti che rievocano il narcista traumatizzante.

Oggi, viviamo in un periodo con un alto livello di narcisismo.i veri valori stanno sparendo purtroppo oggi conta il successo, il materialismo. Queste esigenze allo stato estremo determinano un alto tasso di disturbi del narcisismo. Statisticamente questa patologia è quella più diffusa. La questione del narcisismo non è un fenomeno prettamente psicologico. Ha la sua manifestazione psicologica, ma proviene dalla nuova catastrofe sociale degli ultimi venti anni.

Può Interessarti: Perché abbiamo paura di amare?

Il tradizionale matrimonio è diventato la forzatura dello stare insieme nella nuova condizione di solitudine. Al di fuori dei conoscenti utili alla propria sopravvivenza quotidiana, degli affetti necessari a mantenere il livello minimo di stabilità nella baraonda di questo smarrimento di senso, tutto il resto del mondo che ne resta fuori, e cioè lo sfondo reale e continuo della vita sociale, scompare dietro una spenta indifferenza o la paranoia della paura. Il destino del proprio paese, le sorti della propria classe o anche solo il disfacimento del proprio gruppo ristretto di conoscenti e amici non è più il destino che coinvolge anche il singolo: l’illusione del narcisismo infatti è che ciascuno abbia un percorso speciale e indipendente dalla complessità delle esperienze della propria vita, dai suoi errori e dai suoi cambiamenti e che aderire ad un modello sociale sia di per sé l’espressione d’una volontà autonoma. Le condizioni della nuova società stanno portando da un lato l’immediatezza della spontaneità vitale a trasformarsi in un contatto di superficie tra personalità rigide ed insicure, e dall’altro ad annientare la riflessività e il tempo necessari per lo sviluppo di un pensiero individuale attraverso la compulsività del flusso continuo di immagini e parole.

Trauma da Narcisismo

di Federica Roselli

Le tematiche emerse durante le ore di formazione specifica mi hanno spinto a riesaminare le caratteristiche del Disturbo Narcisistico di personalità e, in particolare, gli effetti e le conseguenze provocate nei familiari e nei partner delle persone con tale patologia .Durante l’esposizione di alcuni casi clinici ho notato, infatti, la presenza di un “comune denominatore” molto interessante: la maggior parte dei pazienti in questione si era rivolta al terapeuta per problematiche o sintomi la cui origine era riconducibile al comportamento eccessivamente controllante, critico, intrusivo, ambivalente e manipolatorio del coniuge/partner (attuale o ex), o dei genitori/familiari.

Stimolata da questo particolare riscontro e dall’odierno aumento di diffusione di tali tratti di personalità, ho deciso di approfondire l’argomento.

Il Trauma da Narcisismo – TdN-

“Non sta bene che l’oggetto idealizzato… mostri la sua indipendenza,
la sua separatezza, la sua libertà dal controllo onnipotente”
(Winnicott D. W.)

Un contributo che ho trovato molto utile nel chiarire queste dinamiche è l’articolo “Bugiardi, Ipocriti, Manipolatori Affettivi. Saperne di più per potersi difendere”, dello psicoterapeuta Pietro Brunelli. In particolare, sono due i concetti che ritengo fondamentali:
– La necessità di identificare come Trauma da narcisismo (TdN) la sindrome traumatica specifica che presentano le cosiddette “vittime” del narcisista patologico.
– Il tenere presente che la vittima si trova ad affrontare un “doppio trauma” (abbandonico e TdN), al fine di una maggior comprensione, un sostegno più valido ed un trattamento più consapevole (da parte del terapeuta, ma anche del paziente) e quindi complessivamente più efficace.
Secondo l’autore, tale sindrome è caratterizzata da uno o più dei seguenti sintomi: un persistente stato d’angoscia, il pensiero ossessivo del fantasma del narcisista (del quale non si riesce a comprendere la crudeltà), attacchi di panico, depressione, ansia, disturbi del sonno, disturbi dell’alimentazione, comportamenti compulsivi (guida pericolosa, abuso di farmaci, droghe e alcolici), pensieri suicidari, difficoltà a stare da soli e/o in compagnia, disturbi della sfera sessuale, deterioramento delle relazioni familiari e delle amicizie, difficoltà nella vita lavorativa e nella capacità di concentrarsi, paura di luoghi e oggetti che rievocano il narcisista traumatizzante.
Focalizzandosi sul rapporto di coppia, Brunelli ipotizza che venga subìta una vera e propria mortificazione interiore dell’amore: una tragica sensazione di dolore, pericolo, solitudine, ansia, depressione, vergogna, spesso accompagnata da idee di fuga o suicidarie, dal tentativo di calmarsi con psicofarmaci, alcol, droghe, autolesionismo, paura di impazzire e senso di “morte vivente”.
È come se le persone vicine al narcisista fossero state infettate/intossicate attraverso la relazione. Tale “infezione” porterebbe alla progressiva perdita delle “difese immunitarie” nei loro punti deboli. Per tale ragione si intensificherebbero, pericolosamente, eventuali problemi psicologici latenti.
Roberto Filippini sembra riferirsi allo stesso processo descritto da Brunelli: “A poco a poco viene spezzata ogni sua iniziativa, ogni manifestazione del suo ordine mentale, ogni stato d’animo che venga dall’intimo di un Sé autonomo. Tutto ciò avviene in modo quasi automatico, con l’innocenza incurante e inconsapevole con cui un sistema anticorpale, automaticamente e sistematicamente, circonda il suo antigene e lo fagocita, lo paralizza, lo scioglie”.
Bisogna infatti tenere presente che la vittima ha, a sua volta, problematiche latenti nelle quali il narcisista è riuscito ad immettere i suoi influssi. A questo punto diventa essenziale differenziare la situazione, comprendendo che, da una parte vi sono le complicazioni indotte dall’introiezione dell’oggetto narcisista malato, ma dall’altra vi sono problemi personali del paziente che, venuti a galla, sarebbe meglio affrontare.
In tal senso Filippini afferma: “Chi viene sedotto narcisisticamente possiede infatti una sua tensione narcisistica alla grandiosità, all’ideale, al tutto, una sua difficoltà a percepire i propri limiti e i propri desideri – è anch’egli alla ricerca di uno specchio o di essere a sua volta uno specchio, il suo narcisismo è complice nel costruire un mondo di specchi”.
In effetti solo dopo aver a fondo compreso la patologicità del partner, si arriverà a capire che questi si è approfittato di una ferita narcisistica (carenza o disequilibrio d’amore verso se stessi) che è stata trascurata o della quale non si era a conoscenza.
Brunelli ritiene che al fine di attivare correttamente gli “anticorpi psichici” sia necessario capire che il partner narcisista introiettato è un oggetto idealizzato malato.
La vittima deve assolutamente al più presto liberarsi dell’oggetto interno malato, cioè dell’immagine del narcisista amato, ormai introiettata. Quest’ultima, infatti, prende via via la forma di un fantasma persecutorio e angosciante che nel dolore e nell’inquietudine tiene costantemente viva la sua immagine.
Per tali ragioni la vittima continuerà a sperare che l’altro guarisca, credendo che solo così si potrà salvare dalla sofferenza. Ma un’autentica guarigione sarà possibile solo comprendendo che ciò che deve guarire è il narcisista “oggetto interno”, ovvero, una parte di sé che è stata infettata dal narcisista, indipendentemente dal destino di questi.
Un altro aspetto sottolineato dall’autore che ritengo sia importante considerare è il DOPPIO TRAUMA che viene necessariamente vissuto. Infatti, a fronte dei frequenti distacchi e abbandoni tipici di tale disturbo, la vittima si troverebbe ad affrontare sia il Trauma abbandonico, già di per sé molto doloroso, sia il Trauma da narcisismo. Agendo sulla sfera affettiva, il Trauma da Narcisismo determina il perpetuarsi del Trauma abbandonico che, nelle relazioni disturbate dal narcisismo patologico, si percepisce anche durante una relazione affettiva come continua “minaccia abbandonica” alla quale segue uno shock finale, o numerosi devastanti “tira e molla” destabilizzanti l’equilibrio affettivo e sessuale.

Anomalia cerebrale…?

Sei in:
Repubblica >
Scienze >
Il disturbo narcisistico della …

+

Stampa
Mail

Il disturbo narcisistico della personalità
“è colpa di un’anomalia cerebrale”
Questa patologia riconducibile – secondo un team di psichiatri tedeschi – a un’anomalia strutturale della corteccia cerebrale. I risultati del loro studio sono stati pubblicati dalla rivista scientifica Journal of Psychiatric Research
Il disturbo narcisistico della personalità “è colpa di un’anomalia cerebrale”
BERLINO – Il disturbo narcisistico della personalità è una patologia associata a una riduzione della materia grigia nella parte più esterna del cervello chiamata insula. Quella che viene generalmente associata alla capacità di identificarsi con l’altro e alla coscienza e consapevolezza che la persona ha di sè. A sostenere questa tesi è uno studio condotto dal team guidato dallo psichiatra Stefan Ropke della Libera Università di Berlino, pubblicato sulla rivista Journal of Psychiatric Research. Il gruppo di ricerca ha dimostrato che la causa del disturbo legato al narcisismo è riconducibile a un’anomalia del cervello. Si tratta di un problema strutturale che coinvolge l’insula, lo strato più esterno della corteccia cerebrale, fondamentale a livello cognitivo.

La ricerca ha preso in esame 17 pazienti con problemi di narcisismo diagnosticati in precedenza e 17 persone sane ma con le stesse caratteristiche generali (sesso, età e status socio-economico). Il narcisista è caratterizzato da segni onnipresenti di grandiosità, necessità di ammirazione e mancanza di empatia col prossimo, come segnala la definizione standard dell’American Psychiatric Association. “Abbiamo fornito la prima prova empirica – hanno spiegato a conclusione dello studio i ricercatori – di anomalie strutturali del cervello in pazienti con ‘disturbo narcisistico di personalità'”. Questa scoperta potrebbe contribuire a una migliore identificazione della patologia, in quanto l’anomalia può fungere da marcatore per la diagnosi neurologica.

Repetita Juvant (da fare leggere all’avvocato)

Amare un manipolatore: ovvero dalle stelle all’inferno
7 maggio 2013 alle ore 16.57
Innamorarsi di un manipolatore può essere all’inizio un’esperienza travolgente, appassionante, che ti fa sentire vicina al conquistarti un posto in prima fila nell’Empireo. Quasi senza avvedertene ti trovi però a precipitare in un gorgo scuro di segreti e bugie, progressivamente sempre più scomoda e confusa…
E’ un amore tossico e come tale avvelena la vita.
Chi è costui? E’ possibile tracciarne un profilo? Questo articolo tenterà di rispondere a questi due quesiti.

Il narcisista-manipolatore (userò indistintamente l’uno o l’altro dei termini) tende a lanciare una sfida irresistibile: la sfida dei paradossi.
Ci seduce offrendo il meglio di sè e nel contempo, per quanto inizialmente “a spizzichi e bocconi”, un assaggio del suo peggio (le parti più fragili di sè) di cui “umilmente” sembra dispiacersi. Ci mette alla prova.
Ci affascina con le sue doti intellettuali e di affabulatore, con momenti imprevedibili di romanticismo e di outing sapientemente alternati a momenti in cui emerge purtuttavia lo scarso equilibrio, con eventuali attacchi di collera (rivolti però all’esterno della coppia in modo che appaiano giustificabili se non giustificati) in cui confesserà tutta la sua dipendenza, il disperato bisogno di comprensione e di accoglienza, istigando la nostra commiserazione e il maternage.
Un tale tipo di uomo solleciterà l’istinto di cura materna soprattutto in quel tipo di donna troppo disponibile e indulgente che, sotto sotto, ha poca stima di sè ed è avvezza a controllare il caos (di una famiglia originaria disturbata ove abbiano regnato disfunzioni) nella convinzione illusoria che il costante sacrificio nell’attesa (della “riparazione” dell’oggetto d’amore) verrà alfine premiato: il risarcimento sarà l’Amore.
Il premio sarà riuscire ad essere amate…amando (meglio se soccorrevolmente ed a qualunque costo).
Ma amando troppo e troppo pervicacemente, ad onta della realtà di un uomo che sente il bisogno di dominare la propria partner costringendola in un rapporto di sudditanza sempre più stretto, pressante e manipolatorio, la donna finirà con l’essere vittima sempre più accerchiata, vessata e isolata fino allo sfinimento o …alla fuga.
Il comportamento di un siffatto uomo è, a ben guardare, un comportamento perverso , fondato sull’inazione e sulla rinuncia, per cui tutto ciò che succede deve succedere per la promozione e per responsabilità dell’Altro.
Incapace di autocritica. Non si vede. Come Narciso, allo sguardo dell’Altro come superficie specchiante in grado di rimandargli un’immagine di sè eventualmente riveduta e corretta, preferisce la superficie ferma dello stagno che ne rifletta un doppio fedele ai propri stereotipi.
Difende strenuamente il proprio Io (l’imago di come pretenderebbe di esser visto nel folle tentativo di ricavarne la percezione di sè come di un essere perfetto: io-dio) utilizzando massivamente meccanismi di difesa quali la proiezione e la negazione, grazie ai quali interpreta e mistifica la realtà trasformandola in maniera capziosa e funzionale alle sue deliranti esigenze. Egli è abile come nessun altro nel respingere “fuori di sè” ogni critica. E’ insuperabile nell’arte del camuffamento, della mimesi, del “tirarsi fuori”o nell’agire-a-coté. E’ maestro nel “ribaltare la frittata”. Per sè trova sempre mille giustificazioni e sa venderle come plausibili.
Ribalta i ruoli, capovolge le situazioni con sconcertante maestrìa; ti spiazza e poi ha buon gioco nel farti sentire inadeguata, in difetto e colpevole.
Il manipolatore è un fulgido esempio di millantatore egocentrico.
Mantiene la sua posizione di leadership spendendo la propria supposta onnipotenza nell’esercizio della seduzione senza scrupoli.
Non dice mai di no, a parole non si tira mai indietro, fingendosi generoso. Ma generoso non è chi chi si finge altruista accogliendo qualunque richiesta e offrendosi di intervenire persino a posteriori (“se lo avessi chiesto a me …”); altruista è chi si dà pena operativamente per mantenere la promessa data.
Pressappochista, disordinato, ha scarso senso del tempo (“ci penserò domani”, e intanto ..tempus fugit) e della concretezza; promette senza verificare se potrà tenere fede alle profferte, anche grandiose, con le quali si è sbilanciato.
E’ un abile ragno, paziente e geometricamente accorto nel tessere la sua sottile, invisibile, ineludibile, micidiale tela. Procede in maniera lenta e graduale, invischiando la sua preda giorno dopo giorno ma inesorabilmente finchè questa, confusa-spersonalizzata-paralizzata, finisce nella più totale sudditanza psicologica.
Il borderline (anche questo è un sinonimo, per quanto più tecnico, come potrebbero esserlo carattere schizoide, personalità dissociata paranoide, ecc.) soffre di “disfunzione cognitiva”, vale a dire che percepisce e interpreta la realtà in modo alterato, difforme a come questa si presenta. A suo uso e consumo (tende ad accentrare tutto intorno al suo ego) la riscrive, senza avvedersi delle deformazioni e distorsioni effettuate.
I propri “difetti”, insopportabili da ascrivere a se stesso (dato il bisogno supercompensatorio di sentirsi pressocchè infallibile e onnipotente), vengono proiettati sull’Altro che, ad onta di ciò che fa o dice anche con la migliore benevolenza, diventa così il nemico.
Non è mai colpevole, mai responsabile, il colpevole è sempre l’Altro. Può capitare di intercettare qualche “segnale”di disturbo della personalità pregresso. Se per es. vi sia stato confidato che il vostro lui (unico figlio maschio, residente lontano dalla Lombardia) all’età di 5 anni, di fronte alla madre intenta a sgridarlo, si fosse scagionato con le braccina alzate in segno di resa dichiarando: “non sono stato io, è stato il mio fratello di Milano!”, beh…tenetene conto. Se poi veniste a sapere che il suddetto escamotage veniva da lui utilizzato reiteratamente, e con successo, per evitare di ammettere la propria responsabilità in ciò di cui veniva accusato, fareste bene ad allarmarvi.

-Formidabile adulatore, è attratto dalla vulnerabilità della partner
Ha buon gioco perchè non conosce limiti all’esagerazione e alla mitomania (se vi affiderete a lui, tutto sarà possibile; lui è il vostro Principe Azzurro e, se accetterete di essere la sua Regina, lui vi salverà. Ma dovrete guardare a lui con il massimo della vostra attenzione ammirata, avendo cura di farlo sentire sempre “al centro”). Siete sicure di voler stare a questo gioco, ma soprattutto di poter stare a questo gioco? E ancora, pensate che il gioco valga la candela ?!

-Vi sembrerà romantico e capace di un cuore tenero
perchè è facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità. Potrete riconoscergli una particolare attitudine a mutare in fretta i suoi stati d’animo (dal pianto alla repentina consolazione e viceversa), ma si rivelerà refrattario a riconoscere la vostra sofferenza. Tenete presente che pretenderà di mantenere in ogni caso il primato anche nella malattia e nella sofferenza. Vi capiterà con l’andar del tempo di riconoscergli uno sguardo freddo e raggelante, privo di emozioni. Potrebbe essere il preludio ad una esplosione di rabbia funesta e pericolosa.
In quei frangenti vi accorgerete dell’assoluta e inusitata arbitrarietà delle parole, vittime innocenti ed impotenti della sua capacità di manometterle nel loro significato. Lui sarà capace di stravolgerle all’insegna del sembiante. Le vostre parole non significheranno più ciò che intendevate.

-E’ egocentrico e vile. E’ sempre in competizione e “pretende di star sopra come l’olio”
In fase di innamoramento la vostra ammirazione sarà così grande che farete fatica ad accorgervene.
Interrogatevi se potrete notare che, soprattutto in presenza di terzi, tenderà ad accentrare le attenzioni. Nelle discussioni tenderà a non lasciarvi voce e finirà col monopolizzare il discorso su temi scelti da lui. L’altrui opinione, e segnatamente la vostra, conteranno poco o nulla.
Poichè tende a plagiare, non accetterà opinioni diverse dalla propria. Non ascolta, parla. Più che parlare pontifica, spesso, vigliaccamente, su temi in cui solo lui è competente. Nella fase del dopo-conquista, vi avrà talmente soggiogata che si permetterà di mancarvi di rispetto sempre più fino ad essere brutale e sarcastico (non ironico!) e a spiazzarvi con affermazioni bugiarde e distorcenti che avranno l’intento di farvi apparire visionaria, bugiarda e mitomane o semplicemente esagerata, teatralmente imprecisa e comunque poco aderente alla realtà dei fatti. Si fa beffe delle vostre opinioni e del vostro stato d’animo, di fatto vi umilia o vi denigra.
Al massimo, in fase di conquista, poichè si fa bello nel potervi esibire, vi lascerà spazio solo se vi comporterete in qualche modo come un’ eco rafforzativa delle sue affermazioni (ricordate Eco, la ninfa che si innamorò di Narciso nel celebre mito?).
Se oserete obiettare vi pianterà il muso e vi umilierà con la diffamazione o con una sequela di improperi. La sua è infermità emozionale.

-Tutto deve partire da lui stesso, anche il desiderio del sesso
Non rispettare i vostri tempi e il vostro desiderio è un segnale premonitore che allude ad una mancanza di rispetto di fondo, suscettibile di degenerare in una permanente querelle (non mi ami abbastanza, mi tradisci, sei frigida, hai dei problemi, ecc..) fino alla violenza.

-Rifiuta ostinatamente la responsabilità e, ancorpiù, la colpa.
Tende alla deresponsabilizzazione, perciò non sceglie mai e manda avanti voi affinchè siate voi ad esporvi e qualunque cosa in seguito abbiate scelto, corrisponderà ad una scelta che lui avrebbe operato diversamente e, potete giurarci, assai meglio.
Nel quotidiano, se qualcosa gli va storto, osserverete che con i più insostenibili bizantinismi, addosserà la colpa sempre e comunque a voi che vi troverete ad incarnare sempre più spesso il ruolo di capro espiatorio, di pungingball della famiglia.

-Ha un atteggiamento negativo verso le donne.
Di fondo è un misogino, ma farà di tutto per camuffare il suo atteggiamento negativo verso le donne, per esempio vantandosi scherzosamente (state accorte se fosse un leit-motive ossessivo) di essere il Presidente Onorario dell’Associazione Maschilista Internazionalista Enrico VIII.
Indulge con dovizia nell’utilizzo di stereotipi maschili sulle donne con la stessa facilità con cui, alternativamente, vi farà credere tutta la sua ammirazione e il suo rispetto per il genere femminile o, meglio, per Voi in quanto migliori di tutte le precedenti donne della sua vita. Il suo metodo è la lusinga, ma cade nella contraddizione (predica bene e razzola male) e nell’incoerenza (dice una cosa e ne fa un’altra).

-E’ pervaso dalla fretta di reificare la sua vittima .
Vi tramuta il più rapidamente possibile in un suo possesso una “cosa “sua . All’inizio non si scopre, l’incantamento deve essere massimo; quando tuttavia si sente sicuro di aver fatto di voi una “cosa sua”, al chiuso delle mura domestiche dismettendo ogni prudenza e consentendosi di gettare l’inutile maschera, se in collera, usa il ricatto dell’intimidazione fino alla violenza psicologica e verbale prima che fisica. Prima o poi il suo volto demoniaco vi si profilerà davanti in tutta la sua paralizzante incombenza. Caduta la maschera della faccia pulita, quando il suo corpo si facesse rigido, con un sorriso rigido stereotipato e sardonico, lo sguardo torbido e accigliato, aspettatevi uno scoppio d’ira, perciò non provocatelo, non parlategli (gli sembrerà comunque che vogliate entrare in polemica). In quel frangente è asservito ad un tirannico padrone interiore che lo priva della facoltà di intendere e di volere, può perdere l’autocontrollo, ha il diavolo in corpo. (Diavolo-da diaballein- è dividere ma anche calunniare e diabolos è colui che separa l’uomo da Dio inteso come infinita bontà e Amore ).

-Quando siete in compagnia , il suo comportamento con voi è pressocchè ineccepibile.
In presenza di altre persone vi usa il massimo del rispetto, casomai apparirebbe lui come vittima, nel caso voi osaste fare la risentita o cercare comprensione e alleanza nei presenti, riservando i propri comportamenti violenti a quando sarete soli e non ci saranno testimoni.

– Tende a controllarvi e a controllare tutto. E’ lui il leader anche nella coppia.
All’inizio della relazione vi stupirà con effetti speciali. Vi circuirà con piccole attenzioni utili e piacevoli (aprivi lo sportello dell’automobile dalla parte del passeggero), si rivelerà provvidenziale e comodo nel volersi far carico di tutto, anche degli aspetti finanziari. Attenzione: è il suo bisogno di controllare tutto per esautorarvi progressivamente di ogni autonomia. Vi darà suggerimenti di finanza, ma è difficile che vi conceda di accendere un conto corrente comune, a meno che non abbia in mente per esempio di attingervi più abbondantemente di quanto facciate voi riservandosi nel contempo un suo proprio c/c al quale voi tuttavia non avrete mai in alcun modo accesso. Vorrà suggerirvi come abbigliarvi, come muovervi, chi frequentare (potreste ben presto trovarvi costrette a mollare le vostre amicizie a favore di quelle di lui, metterà zizzania tra voi e i vostri parenti insinuando osservazioni negative…), potrebbe incoraggiarvi ad appoggiarvi a lui economicamente spingendovi a licenziarvi. Man mano arriverà a plagiarvi senza che nemmeno ve ne accorgiate.
Potrebbe sembrarvi un sollievo poter delegare a lui e scoprirlo tanto efficiente.

-E’ possessivo, intrusivo e geloso: vi controlla.
Telefona spesso, per motivi insignificanti. Vi fa credere di aver bisogno di tenersi costantemente in contatto chè vi pensa di continuo, ecc. In verità vi tiene sotto controllo (dove siete, con chi, che cosa state facendo…). Insisterà perchè trascorriate quanto più tempo vi è possibile vicino a lui. Con tutta probabilità, appena conosciuti, vi avrà chiesto tutto della vostra vita sessuale e affettiva passata.
Con l’andare del tempo vi farà sentire il suo fiato sul collo, esigendo il sacrificio di ogni vostro spazio di libero movimento e di ogni vostro ritaglio di tempo, per consolidare il suo compulsivo bisogno di controllo. (Potrebbe financo risentirsi, e non poco, se vi vedesse intente a ricamare, a lavorare a maglia o all’uncinetto in un tempo sperperato ed inutile come tutto il tempo che non gli sia personalmente dedicato quando lui vi sia vicino).
Poichè manca di fiducia in se stesso e si sente scarsamente competitivo con gli altri maschi, vi pretende tutta per sè, e sta bene attento che non vi mettiate nella condizione di brillare di luce propria. Potrete brillare solo quando vi metteste in luce come un suo trofeo.
Vi esibisce volentieri nella vostra qualità di amanti, protette e cheerleader del maschio-alfa, ma riserva per sè solo certi ambienti, situazioni e frequentazioni; in quei casi il vostro ruolo è quello di Cenerentola, accanto alla cenere del camino, e vi esclude. Rischierete di trascorrere troppo tempo “en attendent Godot”.

-E’ cangiante come uno Zelig.
Soprattutto all’esterno, si cela sotto la maschera di volta in volta scelta come la più opportuna. (Per es.di fronte a un prelato si dichiarerebbe credente, osservante e praticante anche nel caso si fosse precedentemente presentato a voi come ateo e mangiapreti…).

-La sua generosità vi mette a disagio perchè vi fa sentire in debito.
Vi offre regali che non corrispondono ai vostri desiderata e vi rende dei servigi senza chiedervi il parere in maniera tale che finiate col sentirvi in debito nei suoi confronti.(per es. potrebbe farvi la sorpresa di aver sostituito la vostra fedelissima adorata automobile con un’altra di tutt’altro genere confacente alle sue esigenze – più adatta per esempio ad essere usata da lui quando lui avesse bisogno di sostituire la propria ferma in riparazione e, statene tranquille, in quell’occasione trascurerà di valutare che a voi serve, la pretenderà e basta nel mentre voi rimarrete a piedi).

-Non applica a se stesso lo stesso metro che adopera per gli altri.
Quod licet Iovi non licet bovi. Quel che è lecito a lui stesso, non è lecito agli altri, meno che mai a voi: non preavvisarvi mai della sua assenza ai pasti, dei suoi rientri dal lavoro (potrà arrivare a casa con ore e con l’andar del tempo anche con giorni di ritardo, avrà sempre delle “buone” giustificazioni). Ma provate ad essere voi quella scorretta, provate ad essere voi in ritardo! Lo potreste vedere trasfigurarsi andando su tutte le furie. Le sue necessità sono sempre insindacabili, le vostre, quantunque davvero rare e occasionali, saranno sempre capziose e inaccettabili. Troppo elastico con se stesso, per niente elastico con l’Altro.
Osservatelo, per esempio, alla guida: lo vedrete massimamente collerico, intollerante ed ipercritico nei confronti di una condotta di guida altrui meno che perfetta, nel mentre a lui è concesso ogni sgarro, anche il più imperdonabile e plateale. Per sè ha sempre una ottima giustificazione anche quando abbia trasgredito i più ovvi dettami del Codice della Strada, del Codice Civile e financo di quello Penale.

-Spesso fa uso smodato del rischio (perchè trascura di considerarlo)
Fa uso smodato di alcol, di droga o dell’azzardo. Il suo Io ipertrofico lo fa sentire esente dalle conseguenze anche le più oggettivamente e probabilmente catastrofiche. Si sente pressocchè immune dalle conseguenze di una sua condotta trasgressiva che anzi lo solletica e che tende a praticare con finta innocenza nel più totale spregio dei diritti altrui. Tanto a lui è concesso tutto.

Alla fine il vostro spaesamento sarà infinitamente grande. Quando avrete perso l’orientamento perchè niente sarà come sembra, verrà il momento che lui avrà la percezione di poter essere abbandonato, avrà paura di perdervi. A quel punto sarà animato da una pulsione più che mai distruttiva: muoia Sansone con tutti i filistei! Se avrete una figlia sarà con lei più che mai seduttivo, cercherà di conquistarla alienandovela. E’ conquista per il possesso. E’ possesso travestito da amore.
A quel punto, quando gli sarà riuscito di spoliarvi della vostra lucidità, della vostra autonomia, delle vostre risorse e dei vostri mezzi (perchè no, anche economici) tenterà con tutti i mezzi di distruggervi.
Non lasciatevi intrappolare. La sua strategia consiste nell’operare abilmente, al fine di indurvi ad alzare progressivamente il vostro personale livello di resistenza al dolore. Non immolatevi fino al martirio, mettere lo stop spetta a voi.
Amare, a-mors (alfa-privativo + morte), è possibile paradossalmente a patto di non temere l’abbandono quale sinonimo di morte, nè la sua rappresentazione metaforica denominata non per caso petit-mort (la “piccola-morte”orgasmica). E’ per questo che riuscire a farsi amare da chi sia impossibilitato ad abbandonarsi all’altro temendo di perdersi, risulta impossibile.
L’amore è d’altronde, per definizione: biunivoco, sincrono e simmetrico. Non può essere sbilanciato e non può fondarsi su un rapporto di sudditanza e relativa dominanza!
Un’ebrea, sopravvissuta alla persecuzione nazista e al campo di sterminio, intervistata qualche tempo fa, con una simpatica e coraggiosa autoironia, ricordò una filastrocca della sua infanzia : “Hai paura dell’Uomo Nero? Che follia, se arriva filo via!”

(Pubblicato da Licia Crosato – Psicologa Psicoterapeuta)

Disturbo borderline di personalità

Il disturbo borderline di personalità: L’individuo affetto da personalità borderline è caratterizzato da instabilità nelle relazioni interpersonali, nell’umore e nell’immagine di sé; le emozioni possono infatti subire bruschi e improvvisi cambiamenti (nonostante lo stato umorale più frequente sia comunque quello rabbioso), così come la considerazione nei confronti di altre persone, mentre le relazioni sono intense e presentano periodi di idealizzazione (vedi glossario) e supervalutazione dell’altro, che spesso virano nella direzione opposta, giungendo anche al disprezzo, nel giro di pochissimo tempo. Esse si caratterizzano anche per l’esclusività e la breve durata. L’individuo si presenta polemico, irritabile, sarcastico e permaloso, molto difficile da gestire per chi vive con lui. Frequenti sono gli atteggiamenti minacciosi, così come i tentativi di suicidio o di automutilazione, dovuti al senso di vuoto e depressione che affliggono cronicamente queste persone; in generale il comportamento autolesivo può comprendere i comportamenti citati, così come gioco d’azzardo, spese folli, promiscuità sessuale e abbuffate.

Il senso di sé non è chiaro e coerente e non esiste alcun punto fermo circa valori, ideali e scelte. Il soggetto borderline teme un abbandono (reale o immaginario) e per questo compie disperati tentativi di evitarlo; non sopporta di essere lasciato solo e ha bisogno costante di essere al centro dell’attenzione altrui. Durante i periodi di forte stress possono manifestarsi ideazione paranoide e sintomi dissociativi (vedi disturbi dissociativi). La caratteristica cruciale è comunque rappresentata dalla presenza di relazioni interpersonali intense e instabili (Modestin, 1987). Il disturbo borderline di personalità esordisce nell’adolescenza ed è più frequente tra le donne rispetto agli uomini (Swartz et al., 1990). I più comuni disturbi concomitanti sono l’abuso di sostanze (Clarkin, Marziali e Munroe-Blum, 1992) nonché i disturbi istrionico, narcisistico, dipendente, evitante e paranoide di personalità (Morey, 1988)

Da Enrico M.Secci… i narcisisti perversi e le unioni impossibili

paura del futuro

e pagare per le proprie scelte

lo scenario possibile di fronte alla mia richiesta di separazione sarà

– improvviso interesse per i figli, e volerli con lui

– guerra totale verso di me

– obiettivo totale distruzione mia

 

… avrò bisogno di tanta forza e di una grandissima dose di strategia…perché ci sarà bisogno di contrastare ogni sua mossa, giocare una partita di scacchi, non sottrarsi ai colpi bassi e alle mosse scorrette

 

forza. Ci sono due vite da salvare

Il resto non mi riguarda